Un’identità digitale costruita all’insaputa degli interessati

Un’identità digitale costruita all’insaputa degli interessati

Lo sviluppo del web 2.0 e la pervasività delle sue applicazioni hanno prodotto la nascita di una rappresentazione digitale (identità digitale o persona digitale) degli individui che usano la rete. Tale rappresentazione si discosta da quella tradizionalmente basata sull’apparenza dell’individuo e sui suoi comportamenti pubblici (identità personale). Uno dei primi studiosi ad occuparsi della nascita della ‘persona digitale’ (digital persona) e dei suoi effetti sulla privacy dei cittadini fu, a partire dal 1994, il tecnologo Roger Clarke (ved. bibliografia), che diede questa definizione:

 

la persona digitale è un modello di personalità individuale pubblica basato su dati e mantenuto da transazioni, destinato ad essere utilizzato su delega dell’individuo.

 

Sappiamo oggi che tale funzione di delega viene negata nei fatti sia dalle società che gestiscono i servizi sulla Rete (Google, Microsoft, Facebook, Twitter, ecc.), sia dalle agenzie di intelligence (tutte) come ha dimostrato nel 2013 Edward Snowden con le rivelazioni sul Datagate.
Sul web ogni gestore/provider può acquisire dati personali legalmente (i contratti di accesso ai servizi cui accediamo lo permettono) o illegalmente (le agenzie di intelligence come la NSA americana possono decidere autonomamente di acquisire dati su qualunque individuo sospettato di atti terroristici); questi dati vengono poi inferenzialmente connessi per mezzo di specifici algoritmi che ‘costruiscono‘ la personalità digitale del singolo individuo e ne predicono i comportamenti futuri.

I dati acquisibili sono molto vari: stato di salute, educazione, reddito, capacità di spesa, preferenze di acquisto, preferenze sessuali, religiose, culturali, politiche, ecc. Ciascuno di questi dati, preso singolarmente, potrebbe non avere molto valore, ma la capacità analitica esercitata dalle applicazioni dei Big Data (Business Intelligence, Data Mining, ecc.), consente di creare dei profili molto accurati e predittivi delle scelte future degli individui, la cui esistenza, contenuto e scopo rimangono sconosciuti agli interessati.

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