Senato vara commissione Segre, ​​​​si astiene la destra sovranista

Senato vara commissione Segre, ​​​​si astiene la destra sovranista

Sono 98 tra senatori e senatrici ad aver scelto di non schierarsi contro l’odio, scegliendo l’astensione. E’ una cifra elevata, uno su tre di chi è stato eletto a palazzo Madama. E alla fine la mozione Segre per istituire una Commissione straordinaria per il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, dell’antisemitismo e dell’istigazione all’odio e alla violenza viene approvata con 151 voti favorevoli, nessun contrario e 98 astensioni.

Per la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, «il Senato ha oggi dato un importante segnale a tutta la società italiana». Quindi ringrazia «tutti coloro che, da diverse posizioni politiche, l’hanno sostenuta e la sosterranno in questa sfida. Chi oggi si è astenuto non è esentato dal dovere di partecipare a questo impegno».

Ma le 98 astensioni sono ingombranti e gettano un’ombra su un voto su cui ci si aspettava maggiore compattezza. «Speravo che sull’odio in generale il Senato sarebbe stato festante e avrebbe trovato una sintonia generale», ha ammesso con amarezza Liliana Segre. La sua proposta non aveva connotazioni politiche, arrivava da una persona sopravvissuta ai lager nazisti e ancora oggi vittima ogni giorno in media di 200 messaggi d’odio. Ieri pomeriggio Liliana Segre è stata ricevuta al ministero dell’Interno dalla ministra Luciana Lamorgese per sottolineare il sostegno del governo alla battaglia della senatrice a vita. A aver deciso di astenersi, invece, sono senatrici e senatori di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. La spiegazione data da Matteo Salvini, leader della Lega è questa: «Siamo contro razzismo, violenza, odio e antisemitismo senza se e senza ma. Tuttavia non vorremmo che qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quello che per noi è convinzione e diritto ovvero il “prima gli italiani”. Siamo al fianco di chi vuole combattere pacificamente idee fuori dal mondo, però non vogliamo bavagli e stato di polizia che ci riportano a Orwell».

Il senatore di Fratelli d’Italia Giovanbattista Fazzolari ha invece spiegato che «purtroppo la mozione Segre è in realtà la mozione Boldrini». I più disorientati sono una parte dei parlamentari di Forza Italia, a cominciare da Mara Carfagna che ha preso le distanze dal partito di Silvio Berlusconi, «la mia Forza Italia avrebbe votato a favore». E certo,l’ex ministra non è “isolata” nel partito azzurro. Tant’è, che a metà sera ben otto parlamentari con una nota si affanno a chiarire che, «al Senato abbiamo perso un’occasione, con il nostro voto di astensione per ribadire la nostra vocazione autenticamente liberale, che ci consente di coniugare, la difesa della libertà di espressione con i limiti che doverosamente la legge prevede per l’incitamento all’odio, alle discriminazioni razziali, religiose e di genere. Siamo e rimaniamo contrari ai reati di opinione, ma allo stesso tempo siamo preoccupati per il linguaggio d’odio che spesso abita la società e i social media, dove sono i giovani e giovanissimi a trovarsi di fronte a quello che rischia sempre di più di diventare la normalità. Su un tema del genere era forse più saggio non rappresentare un Parlamento diviso in schieramenti politici contrapposti». E già, perché come afferma e commenta il deputato del Pd Emanuele Fiano: «Da stasera Forza Italia si è trasformato in un partito estremista e il centrodestra è un fronte a guida totalmente sovranista. Uno scenario drammatico».

Fonte: La Stampa