E dovremmo fidarci di Facebook per la rimozione dei post?

E dovremmo fidarci di Facebook per la rimozione dei post?

Ora c’è una data, c’è una Costituzione, c’è un meccanismo di funzionamento: nasce l’Oversight Board di Facebook, la Corte di Appello contro le decisioni del social network sulla cancellazione dei contenuti. Di fatto nasce un organismo transnazionale che si troverà a decidere e (di fatto) stabilire uno standard su quali sono i limiti della libertà di parola. E avrà impatto mondiale.

“Siamo responsabili – scrive Mark Zuckerberg in una lettera aperta – dell’applicazione delle nostre politiche ogni giorno e prendiamo milioni di decisioni sui contenuti ogni settimana. Ma non credo che aziende private come la nostra debbano prendere decisioni così importanti da sole. Ecco perché ho chiesto ai governi un intervento per chiarire nuovi standard sui contenuti dannosi. È anche il motivo per cui abbiamo deciso di offrire alle persone un modo per fare appello contro le nostre decisioni, istituendo il consiglio di sorveglianza indipendente”.

L’idea di un’Oversight Board era stato annunciato per la prima volta lo scorso autunno dallo stesso Zuckerberg. Dopo mesi di dibattito, interventi via podcast, pareri di esperti legali, Facebook ha svelato la Carta di questo nuovo organismo.

La chart del Consiglio di Supervisione (come si può tradurre Oversight Board) si apre così: “La libertà di espressione è un diritto fondamentale. Facebook cerca di dare alle persone una voce così da connettersi, condividere idee ed esperienze e comprendersi l’un con l’altro. La libertà di espressione è sovrana, ma ci sono momenti in cui i contenuti possono essere in contrasto con autenticità, sicurezza, privacy e dignità. Alcune forme di libera parola possono mettere a rischio l’abilitù di altre persone di esprimersi liberamente. Quindi bisogna trovare un bilanciamento”.

Cos’è odio online. Cos’è libertà di parola. Cos’è disinformazione e cos’è falso. Cos’è satira. Non è un errore dire che l’Oversight Board avrà un impatto enorme sulla vita e sulla politica mondiale, in un contesto in cui le elezioni si vincono anche attraverso i social, in cui i contenuti disinformativi o falsi plasmano le opinioni, in cui vita sociale e digitale tende sempre più a combaciare. Solo per fare un esempio recente e italiano: la disattivazione degli account di Casapound decisa dal social e contro la quale il movimento ha fatto causa (in un tribunale italiano); dal 2020 Casapound potrà appellarsi all’Oversight Board che potrà ribaltare la decisione di Facebook.

La chart continua: “Lo scopo di questa Carta è quello di stabilire il quadro per la creazione di un’istituzione: il Consiglio di Sorveglianza. Lo scopo del Consiglio è quello di proteggere la libertà di espressione prendendo decisioni di principio e indipendenti sul contenuto ed emettendo pareri consultivi sulle politiche relative ai contenuti di Facebook. Il consiglio opererà in modo trasparente e le sue motivazioni saranno spiegate chiaramente al pubblico, nel rispetto della privacy e della riservatezza delle persone che utilizzano i servizi di Facebook, Inc., incluso Instagram (collettivamente denominati “Facebook”)”.

Già dalla prima riga, è chiaro che il Consiglio sarà in relazione con Facebook e questo non si potrà cancellare, non nel prossimo futuro.

Cinque i poteri del Consiglio come riportati nella sezione 4 della Carta.

1 – Il Consiglio potrà richiedere che Facebook fornisca informazioni richiesta ragionevolmente dal board in tempi rapidi e trasparenti.
2 – Il Consiglio dovrà interpretare gli Standard della Comunità di Facebook e altri politiche interne rilevanti alla luce dei valori complessi che Facebook difende.
3 – Indicare a Facebook di consentire o rimuovere contenuti
4 – Indicare a Facebook di difendere o ribaltare una decisione presa sui contenuti
5 – Emettere tempestive spiegazioni scritte delle decisioni del Consiglio

I numeri e i componenti dell’Oversight Board

Si partirà da 11 membri, il numero minimo, ma la chart già prevede che “probabilmente” il numero crescerà fino a 40 e che potrà crescere o diminuire in futuro in base alle necessità di funzionamento.

Sarà composta da membri esperti che avranno “uno spettro ampio” di conoscenze, competenze, diversità e specializzazioni. Scontato dire che “non ci saranno conflitti d’interessi, reali o perpecipiti”. I membri saranno nominati per tre anni e per un massimo di due rinnovi (quindi un totale di 9 anni). La nomina non avverrà tutta allo stesso tempo, ma scaglionata, in modo da garantire una continuità della composizione e non un rinnovamento totale del Consiglio.

All’inizio, specifica Facebook, solo il social potrà sottoporre casi al Consiglio, ma i singoli utenti potranno appellarsi già “dalla prima metà del 2020”.

Il rapporto tra Facebook, il Consiglio di Supervisione e Il trust

Per stabilire i rapporti con il social, la Chart prevede esplicitamente anche la nascita di un trust indipendente da Facebook, una fondazione che avrà il compito di nominare i membri del Consiglio e fornire i fondi per il funzionamento del Consiglio (i membri saranno quindi pagati dal trust e non da Facebook).

Certo, sarà Facebook a nominare i membri del Trust indipendente e i fondi al Trust li fornirà sempre l’azienda fondata da Facebook.

Come riportato nella Carta (articolo 5 sezione 1), Facebook userà il Consiglio come se fosse un appalto esterno di consulenza sui temi trattati e si impegna a mettere in atto le decisioni del Consiglio.

Il documento: la Chart dell’Oversight Board

Se hai difficoltà a visualizzare il contenuto nel box qui sotto, clicca su questo link per scaricare la versione pdf del documento completo

Fonte: La Repubblica