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Facebook, 240 aziende congelano pubblicità. Chi sono

Facebook, 240 aziende congelano pubblicità. Chi sono

I primi 100 brand valgono solo il 6% delle entrate pubblicitarie ($70 miliardi nel 2019). Ma a contare è la massa di piccole imprese che comprano adv.
Razzismo, Coca-Cola boicotta Facebook e altri social media

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Stop alla pubblicità digitale per almeno un mese. Intanto cresce il movimento #StopHateForProfit lanciato da alcune associazioni.
Privacy, sondaggio Ue: paura a condividere i dati personali

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Report dell'Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali: forte sfiducia dei cittadini per il trattamento dei dati da parte di governi e imprese.
La Guerra fredda di Twitter con Xi e Erdogan

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Rimossi 32 mila account fasulli di Cina, Turchia e Russia, usati per "fare propaganda e seminare disinformazione". L'ira di Pechino e Ankara.
Facebook, in centinaia scioperano contro Zuckerberg

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Protesta contro il social network che non ha preso posizione sui tweet di Trump che istigavano alla violenza. Manager medio livello contestano il Ceo.
Twitter smentisce Trump, e lui minaccia di chiudere i social

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"Le piattaforme social media - ha twittato fuori di sè - mettono a tacere le voci dei conservatori. Faremo dei regolamenti oppure li chiudiamo".

LA MISSIONE DI STOPSOCIAL

Tutti noi usiamo Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger, Google, Amazon e Twitter. Sono tool importanti per comunicare, connetterci l’un l’altro, acquistare. Queste piattaforme fanno capo ai Big Four – Amazon, Facebook, Google e Twitter – i quattro giganti della tecnologia, che in pochi anni hanno accumulato una quantità spaventosa e senza precedenti di potere. Sui server del n.1 Facebook si collegano ogni mese in media 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo (dati dicembre 2019): come un vasto continente senza confini ma con una sovranità illimitata.

I Big Four controllano con i loro algoritmi segreti la maggior parte del flusso di informazioni del pianeta, dialoghi e comportamenti di centinaia di milioni di utenti, l’acquisto di medicine, prodotti alimentari, servizi, e anche la vendita a terzi di dati personali per scopi commerciali. Facebook e Google sono le piattaforme preferite da poteri occulti o espliciti, al fine di manipolare elezioni politiche in molte nazioni, dagli Stati Uniti all’Italia, sia tramite acquisto di pubblicità fittizia sia decidendo unilateralmente in base ai loro algo le notizie che centinaia di milioni di persone in oltre 200 paesi vedono ogni giorno. I monopolisti di Silicon Valley comprano o distruggono potenziali concorrenti al solo fine di proteggere il loro monopolio, stroncando l’innovazione e influenzando la libertà di scelta delle persone. Nella totale assenza di controlli, i giganti del web vanno accusati frontalmente per essere i veri responsabili del dilagare in rete, e quindi nella società civile, del degrado culturale e dell’hate speech. A loro si deve la devastante impennata di odio, razzismo, intolleranza, xenofobia, antisemitismo, sessismo, violenza e imbarbarimento del linguaggio sul web e nella vita reale. Se non facciamo qualcosa, lo standard del discorso pubblico continuerà ad abbassarsi, prevarranno volgarità, stupidità e pulsioni di breve periodo, il che mette in pericolo il sano sviluppo di un paese civile.

Ci seguono ovunque andiamo sulla rete e, grazie ai nostri smartphone, anche dove andiamo nel mondo reale. Oltre a non pagare le tasse nel paese dove hanno l’attività e ad evadere miliardi facendo concorrenza sleale alle  piccole imprese, il che provoca decine di migliaia di licenziamenti, i Big Four usano l’enorme massa di dati personali raccolti dai propri utenti per creare dipendenza psicologica, asservimento, perdita progressiva della capacità di analisi razionale. In sostanza nuocciono gravemente alla salute mentale degli individui (molti studi medici lo confermano) e quindi al sistema nevralgico  delle nazioni. E poi vendono i dati a chiunque è disposto a pagare per la facoltà tecnica basata su come si fa a convincere noi e i nostri figli a comprare, fare o credere a qualcosa. Infine, spendono milioni in lobbisti, accademici e think tank prezzolati per assicurarsi che nessuno si metta sulla loro strada.

In tutta la storia della civiltà umana mai nessuna entità ha avuto questo ultrapotere di influenzare, monitorare e interferire con gli ideali sociali, politici e di comportamento di miliardi di persone, al di fuori di qualsiasi supervisione o regolamentazione e a soli fini di profitto. Noi di StopSocial crediamo che obiettivo di una vera democrazia debba essere che queste mega corporation ultramiliardarie, i colossi globali come Amazon, Facebook, Google e Twitter, vengano smembrate in piccole entità e regolamentate. Non possiamo continuare ad assistere con indifferenza al realizzarsi, qui e ora, di un futuro distopico alla George Orwell, che ci renderà di sicuro tutti meno liberi. Dobbiamo combattere e schierarci. Per questo aderire a StopSocial è il passo giusto da fare oggi.

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