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Twitter smentisce Trump, e lui minaccia di chiudere i social

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"Le piattaforme social media - ha twittato fuori di sè - mettono a tacere le voci dei conservatori. Faremo dei regolamenti oppure li chiudiamo".
Garante privacy indaga su anti-fake news di WhatsApp

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La piattaforma per il fact-checking sul coronavirus nata dalla sinergia con Pagella Politica ha già ricevuto migliaia di segnalazioni.
Coronavirus: Twitter etichetta i post con notizie fuorvianti

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Lotta alla disinformazione: il software scrive un link a una pagina curata dalla piattaforma o a “fonti affidabili”, per dare news aggiuntive in materia.
Nasce la “Corte suprema” di Facebook. Indipendente?

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Giudicherà le scelte del social network di Zuckerberg su temi caldi come cancellazione di contenuti, hate speech e rispetto della privacy.
Coronavirus, l’AI per evitare assembramenti

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"Usiamo webcam ma garantiamo la privacy". "Vision2 funziona più come un sensore, non produce registrazioni né dati".
Twitter contro i cospirazionisti che collegano Covid a 5G

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Cancellati “i post non verificati che incitano ad attività pericolose e che potrebbero portare al danneggiamento di infrastrutture critiche 5G”.

LA MISSIONE DI STOPSOCIAL

Tutti noi usiamo Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger, Google, Amazon e Twitter. Sono tool importanti per comunicare, connetterci l’un l’altro, acquistare. Queste piattaforme fanno capo ai Big Four – Amazon, Facebook, Google e Twitter – i quattro giganti della tecnologia, che in pochi anni hanno accumulato una quantità spaventosa e senza precedenti di potere. Sui server del n.1 Facebook si collegano ogni mese in media 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo (dati dicembre 2019): come un vasto continente senza confini ma con una sovranità illimitata.

I Big Four controllano con i loro algoritmi segreti la maggior parte del flusso di informazioni del pianeta, dialoghi e comportamenti di centinaia di milioni di utenti, l’acquisto di medicine, prodotti alimentari, servizi, e anche la vendita a terzi di dati personali per scopi commerciali. Facebook e Google sono le piattaforme preferite da poteri occulti o espliciti, al fine di manipolare elezioni politiche in molte nazioni, dagli Stati Uniti all’Italia, sia tramite acquisto di pubblicità fittizia sia decidendo unilateralmente in base ai loro algo le notizie che centinaia di milioni di persone in oltre 200 paesi vedono ogni giorno. I monopolisti di Silicon Valley comprano o distruggono potenziali concorrenti al solo fine di proteggere il loro monopolio, stroncando l’innovazione e influenzando la libertà di scelta delle persone. Nella totale assenza di controlli, i giganti del web vanno accusati frontalmente per essere i veri responsabili del dilagare in rete, e quindi nella società civile, del degrado culturale e dell’hate speech. A loro si deve la devastante impennata di odio, razzismo, intolleranza, xenofobia, antisemitismo, sessismo, violenza e imbarbarimento del linguaggio sul web e nella vita reale. Se non facciamo qualcosa, lo standard del discorso pubblico continuerà ad abbassarsi, prevarranno volgarità, stupidità e pulsioni di breve periodo, il che mette in pericolo il sano sviluppo di un paese civile.

Ci seguono ovunque andiamo sulla rete e, grazie ai nostri smartphone, anche dove andiamo nel mondo reale. Oltre a non pagare le tasse nel paese dove hanno l’attività e ad evadere miliardi facendo concorrenza sleale alle  piccole imprese, il che provoca decine di migliaia di licenziamenti, i Big Four usano l’enorme massa di dati personali raccolti dai propri utenti per creare dipendenza psicologica, asservimento, perdita progressiva della capacità di analisi razionale. In sostanza nuocciono gravemente alla salute mentale degli individui (molti studi medici lo confermano) e quindi al sistema nevralgico  delle nazioni. E poi vendono i dati a chiunque è disposto a pagare per la facoltà tecnica basata su come si fa a convincere noi e i nostri figli a comprare, fare o credere a qualcosa. Infine, spendono milioni in lobbisti, accademici e think tank prezzolati per assicurarsi che nessuno si metta sulla loro strada.

In tutta la storia della civiltà umana mai nessuna entità ha avuto questo ultrapotere di influenzare, monitorare e interferire con gli ideali sociali, politici e di comportamento di miliardi di persone, al di fuori di qualsiasi supervisione o regolamentazione e a soli fini di profitto. Noi di StopSocial crediamo che obiettivo di una vera democrazia debba essere che queste mega corporation ultramiliardarie, i colossi globali come Amazon, Facebook, Google e Twitter, vengano smembrate in piccole entità e regolamentate. Non possiamo continuare ad assistere con indifferenza al realizzarsi, qui e ora, di un futuro distopico alla George Orwell, che ci renderà di sicuro tutti meno liberi. Dobbiamo combattere e schierarci. Per questo aderire a StopSocial è il passo giusto da fare oggi.

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