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News & Commenti

Antitrust apre un’istruttoria contro Google

Antitrust apre un’istruttoria contro Google

"Viola le norme sull'utilizzo dati nel mercato pubblicitario". "Impedisce ai concorrenti di competere alla pari". Già effettuate ispezioni.
Per l’ex CEO di Google i social sono “amplificatori per idioti”

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Eric Schmidt afferma che gli "eccessi" porteranno a una maggiore regolamentazione delle piattaforme Internet nei prossimi anni.
Causa antitrust contro Google, abuso di posizione dominante

Causa antitrust contro Google, abuso di posizione dominante

Il colosso del web avrebbe "persuaso" con miliardi di dollari i produttori di smartphone a scegliere Google come motore di ricerca predefinito.
Facebook e Twitter, riluttanti guardiani di fake news

Facebook e Twitter, riluttanti guardiani di fake news

Limitare la portata di un articolo pubblicato dal New York Post su Hunter Biden ha mostrato cosa non funziona e non piace se i social agiscono.
Facebook ‘banna’ negazionisti della Shoa: “Incitano all’odio”

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Zuckerberg: antisemitismo in aumento. "Chi cerca Olocausto su FB, sarà indirizzato a fonti autorevoli per ottenere informazioni accurate”.
Dalla Ue lista di 20 Big Tech forse da smantellare

Dalla Ue lista di 20 Big Tech forse da smantellare

Colossi a cui applicare regole dure per arginare il loro strapotere di mercato. Nell'elenco sicuramente anche Google, Apple, Amazon e Facebook.

LA MISSIONE DI STOPSOCIAL

Tutti noi usiamo Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger, Google, Amazon e Twitter. Sono tool importanti per comunicare, connetterci l’un l’altro, acquistare. Queste piattaforme fanno capo ai Big Four – Amazon, Facebook, Google e Twitter – i quattro giganti della tecnologia, che in pochi anni hanno accumulato una quantità spaventosa e senza precedenti di potere. Sui server del n.1 Facebook si collegano ogni mese in media 2,7 miliardi di persone in tutto il mondo (dati secondo trimestre 2020): come un vasto continente senza confini ma con una sovranità illimitata.

I Big Four controllano con i loro algoritmi segreti la maggior parte del flusso di informazioni del pianeta, dialoghi e comportamenti di centinaia di milioni di utenti, l’acquisto di medicine, prodotti alimentari, servizi, e anche la vendita a terzi di dati personali per scopi commerciali. Facebook e Google sono le piattaforme preferite da poteri occulti o espliciti, al fine di manipolare elezioni politiche in molte nazioni, dagli Stati Uniti all’Italia, sia tramite acquisto di pubblicità fittizia sia decidendo unilateralmente in base ai loro algo le notizie che centinaia di milioni di persone in oltre 200 paesi vedono ogni giorno. I monopolisti di Silicon Valley comprano o distruggono potenziali concorrenti al solo fine di proteggere il loro monopolio, stroncando l’innovazione e influenzando la libertà di scelta delle persone. Nella totale assenza di controlli, i giganti del web vanno accusati frontalmente per essere i veri responsabili del dilagare in rete, e quindi nella società civile, del degrado culturale e dell’hate speech. A loro si deve la devastante impennata di odio, razzismo, intolleranza, xenofobia, antisemitismo, sessismo, violenza e imbarbarimento del linguaggio sul web e nella vita reale. Se non facciamo qualcosa, lo standard del discorso pubblico continuerà ad abbassarsi, prevarranno volgarità, stupidità e pulsioni di breve periodo, il che mette in pericolo il sano sviluppo di un paese civile.

Ci seguono ovunque andiamo sulla rete e, grazie ai nostri smartphone, anche dove andiamo nel mondo reale. Oltre a non pagare le tasse nel paese dove hanno l’attività e ad evadere miliardi facendo concorrenza sleale alle  piccole imprese, il che provoca decine di migliaia di licenziamenti, i Big Four usano l’enorme massa di dati personali raccolti dai propri utenti per creare dipendenza psicologica, asservimento, perdita progressiva della capacità di analisi razionale. In sostanza nuocciono gravemente alla salute mentale degli individui (molti studi medici lo confermano) e quindi al sistema nevralgico  delle nazioni. E poi vendono i dati a chiunque è disposto a pagare per la facoltà tecnica basata su come si fa a convincere noi e i nostri figli a comprare, fare o credere a qualcosa. Infine, spendono milioni in lobbisti, accademici e think tank prezzolati per assicurarsi che nessuno si metta sulla loro strada.

In tutta la storia della civiltà umana mai nessuna entità ha avuto questo ultrapotere di influenzare, monitorare e interferire con gli ideali sociali, politici e di comportamento di miliardi di persone, al di fuori di qualsiasi supervisione o regolamentazione e a soli fini di profitto. Noi di StopSocial crediamo che obiettivo di una vera democrazia debba essere che queste mega corporation ultramiliardarie, i colossi globali come Amazon, Facebook, Google e Twitter, vengano smembrate in piccole entità e regolamentate. Non possiamo continuare ad assistere con indifferenza al realizzarsi, qui e ora, di un futuro distopico alla George Orwell, che ci renderà di sicuro tutti meno liberi. Dobbiamo combattere e schierarci. Per questo aderire a StopSocial è il passo giusto da fare oggi.

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